Il cavolfiore

Il cavolfiore (brassica oleracea var. botritis, subvar. cauliflora) appartenente alla famiglia delle Crucifere, è uno degli ortaggi più importanti di questa specie. Anche se in natura è una pianta biennale, nella coltivazione diventa annuale. La storia del suo impiego nell’alimentazione è molto lunga e arriva agli albori dell’antichità. Si suppone che la sua terra d’origine sia l’Asia Minore o l’isola di Cipro, anche se da alcuni nomi con cui viene definito (“Karnazit” o ” Conopida”) che ricordano la lingua turca, fanno propendere più per l’Asia Minore. Le zone dove fu coltivato più anticamente sono Cipro, Creta e l’Egitto, zone da cui si diffuse, verso il XVI secolo, prima in Italia e poi nel resto dell’Europa. Attualmente il cavolfiore è consumato soprattutto nell’Europa occidentale e centrale ma la sua coltivazione e in fase di espansione in tutto il resto del mondo. Le cultivar più diffuse sono quelle occidentali, ma anche quelle italiane sono ricercate per la loro capacità di tollerare temperature più elevate. Tra le varietà principali di cavolfiore sono da segnalare, fra quelli a raccolta precoce: il “Master”, il “Palla di neve”, il “Corella” e il precoce di Toscana (ottobrino); fra i medio tardivi: l’Igloo, il Napoletano Gennarese, Marzatico e Apriliatico, il Violetto di Sicilia. Il cavolfiore ama temperature caldo-temperate ma alcune varietà si adattano bene anchea temperature piuttosto fredde, cresce bene in quasi tutti i tipi di terreni ma preferisce quelli di medio impasto, profondi, freschi e ben drenati con una buona quantità di sostanza organica. La concimazione, per questa coltura, si effettua prima della lavorazione del terreno e si può integrare prima del trapianto con un ulteriore...