Lavori di Aprile: dolce dormire… ma non nell’orto

Condividi!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

NELL’ORTO

In Aprile, l’attività nell’orto si fa più intensa perché in questo mese inizia o prosegue il ciclo di coltivazione di molti ortaggi che daranno i loro frutti dalla tarda primavera fino all’autunno. In questo periodo la temperatura si assesta su valori medi, anche se possono esserci ancora giorni con tempo instabile e ritorni di freddo che possono portare, qualche (seppur rara) gelata tardiva. Perciò è buona norma tenere sotto controllo la temperatura minima notturna servendosi di un termometro di minima e di massima (che segna la temperatura minima raggiunta durante la notte e quella massima raggiunta durante il giorno). Se di notte la temperatura dovesse scendere sotto i 12°C, è meglio proteggere le piante più esigenti in fatto di calore come le solanacee, le leguminose e le cucurbitacee con protezioni provvisorie (tunnel o piccole serre), da aprire durante le giornate di sole. Le piante così protette avranno una crescita più regolare e non subiranno danni da freddo.
Per proteggere gli ortaggi a portamento basso dai freddi tardivi primaverili può esser molto efficace l’utilizzo dei teli di tessuto non tessuto (o velo da sposa), che ha il vantaggio di non aver bisogno di sostegni perché si distende direttamente sulle piante coltivate, basta fissarlo ai bordi delle aiuole con dei sassi o sei sacchetti riempiti di sabbia. In alcuni casi come le lattughe, si può lasciare sulla coltura anche fino al raccolto, dato che è molto leggero e lascia passare sia la luce che l’acqua.

In questo mese si possono seminare: bietola da coste e da taglio, carota, cipolla colorata, cicoria e lattuga da taglio, prezzemolo, ravanello e rucola. Dalla fine di aprile e per le zone più fredde, solo sotto protezioni o in semenzaio: basilico, cetriolo e melone, pomodoro, sedano, anguria, zucca e zucchino.
Si possono trapiantare in pieno campo: cavolo cappuccio primaverile-estivo, cipolla colorata,lattuga a cappuccio primaverile-estiva; nelle zone più calde: anguria, basilico cetriolo, melanzana melone peperone e peperoncino, pomodoro, sedano, zucca e zucchino.

In questo periodo gli ortaggi sono ancora nella prima fase di crescita, hanno dunque pochi problemi di malattie fungine, (trattare con Propogem e Equiseto) ma possono presentarsi attacchi di altiche (o pulci di terra) specialmente sulle piante in serra, in questo caso si può intervenire, trattando con Nopar e Ortica. Inoltre si può sistemare vicino alle piante attaccate, delle trappole cromotropiche di colore giallo, questi insetti sono attirati da questo colore e rimangono appiccicati sulla superficie vischiosa.

NEL FRUTTETO

Le operazioni di potatura sono già state concluse nel mese di marzo per quasi tutte le piante da frutta, ad eccezione che per alcune varietà di pesche come le nettarine sulle quali si può ritardare la potatura di produzione anche fino alla fase di fioritura o subito dopo.
Finite le operazioni di potatura bisogna asportare dal frutteto tutti i residui, rastrellando le ramaglie che si depositeranno nell’angolo del compostaggio. I residui delle potature non vanno lasciati nel frutteto perché potrebbero diventare un veicolo di propagazione per malattie fungine e parassiti animali.

C’è ancora tempo, ma solo entro la metà di Aprile, per sostituire gli astoni trapiantati nell’autunno scorso, non attecchiti o che siano stati danneggiati in modo irreversibile da animali selvatici. Per queste sostituzioni devono essere impiegate esclusivamente giovani piante cresciute in vaso, infatti, in questo periodo, è già iniziata la fase di vegetazione e i peli radicali stanno già esplorando il terreno per assorbire gli elementi nutritivi necessari alla crescita della nuova piantina, utilizzare astoni asportati dal terreno con radice nuda, farebbe subire alla nuova pianta uno stress troppo forte che potrebbe comprometterne l’attecchimento.

Se il vostro frutteto è inerbito, in questo mese potete effettuare il primo sfalcio dell’annata, trinciando l’erba e lasciando la parte trinciata sul posto. E’ buona norma effettuare una leggera zappatura intorno al colletto delle piante da frutta per un raggio di circa 40 cm e, se il vostro terreno è molto compatto, tendente al ristagno d’acqua, scalzate leggermente le grosse radici vicine al tronco.
Con questa operazione si favorisce l’evaporazione dell’acqua in eccesso, si evitano mercescenze e asfissie radicali, si contrasta inoltre la formazione della gommosi, evidenziata da grumuli di resina color ambra che si formano in particolare sul tronco e sulle grosse branche delle drupacee che crescono in terreni con ristagni idrici.

Nella fase della caduta dei petali, si può intervenire contro l’oidio, la ticchiolatura, la monilia e contro attacchi di afidi, tentredini e altri insetti dannosi, con un trattamento a base di Propogem (0,2%), Ortica (1%), Equiseto (1%), Ortiplus (1%) e con l’aggiunta di Tacabin (1%) come adesivante. Questo trattamento va ripetuto ogni 20 giorni alternando l’ortica con l’Ortiplus.

Per ulteriori informazioni: 348-0400404.