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Lavori di Giugno: i primi raccolti… tempo permettendo

NELL’ORTO In questo mese, solitamente, la temperatura è ormai stabile e non ci sono più eccessivi sbalzi termici tra il giorno e la notte. Gli ortaggi continuano la loro crescita e molti di loro sono nella fase di fioritura e di inizio produzione, infatti si possono già raccogliere i primi pomodori delle piante seminate a febbraio-marzo in coltura protetta e sono pronti per il consumo le lattughe, i fagiolini e altri ortaggi seminati all’inizio della primavera. Alcuni di questi, invece, hanno già terminato o stanno per terminare la fase di produzione, come i piselli e i ravanelli, le cicorie e lattughe primaverili. In questo periodo cercate di curare con particolare attenzione la legatura dei pomodori da insalata assicurandoli ai loro sostegni con legature robuste ma non troppo strette e controllate quelle fatte in precedenza; nella crescita della pianta, il fusto, aumentando di dimensione, può strozzarsi a causa della legatura diventata troppo stretta. Anche le femminelle (germogli alle ascelle delle foglie) vanno asportate effettuando quest’operazione su tutte le piante, una volta ogni 7-10 giorni. Resistete alla tentazione di togliere qualche germoglio ogni volta che passate li vicino, meglio fare quest’operazione in una sola volta, tagliando i germogli con le cesoie (strappandoli con le dita si rischia di procurare delle lacerazioni anche lungo il fusto) e trattando subito dopo le piante di pomodoro con Propogem e Siligem, che hanno la funzione di disinfettare le ferite lasciate dai tagli, impedendo così l’entrata nella linfa della pianta di pericolose malattie fungine. Anche le patate richiedono la vostra attenzione, in questo periodo sono in piena crescita con grande sviluppo fogliare, un invito a nozze... leggi tutto

Lavori di Maggio: tutto cresce, anche il lavoro

NELL’ORTO A maggio, nell’orto, aumenta il lavoro e molti ortaggi, grazie all’innalzamento della temperatura, della luminosità, e a un maggior numero di ore di luce diurna, sono in piena fase di crescita, dunque è necessario seguire e curare attentamente lo sviluppo delle varie colture. In questo periodo, insieme alle piante crescono anche i parassiti, che devono essere combattuti, bisogna intervenire già all’inizio del loro apparire, affinchè non vadano a compromettere in parte o totalmente la corretta crescita di un’intera coltura, effettuando trattamenti mirati con prodotti naturali. Se nel mese precedente si sono verificate delle brinate tardive che hanno danneggiato gli ortaggi più delicati, potete trattare le piante colpite con Propoli, Equiseto e Ortica che le aiuteranno a riprendersi meglio dallo stress e a rivegetare più rapidamente, se invece una gelata fuori stagione avesse compromesso gran parte delle colture, non disperate perché c’è ancora tempo tutto il mese di maggio a riseminare e a ritrapiantare gran parte delle varietà distrutte. In questo mese si possono seminare: cetriolo, cocomero (anguria), melone, zucca e zucchino, basilico, lattuga estiva, fagiolo e fagiolino, cavolfiore precoce e cavoli estivi-autunnali; si possono trapiantare: cetriolo, cocomero, melanzana, peperone, pomodoro, sedano, lattugha e scarola, cappuccio estivo-autunnale. Quando mettete a dimora gli ortaggi che hanno bisogno di essere sorretti o che devono arrampicarsi (pomodoro, cetriolo peperone, zucca e zucchino, fagiolo e fagiolino), sistemate subito i sostegni, prestando la massima attenzione ad usare del materiale robusto e ben ancorato al terreno, per permettere alle colture in oggetto di concludere il loro ciclo di coltivazione senza danni e a voi di ottenere la massima produzione. Insieme alle colture, in questo periodo... leggi tutto

Lavori di Aprile: dolce dormire… ma non nell’orto

NELL’ORTO In Aprile, l’attività nell’orto si fa più intensa perché in questo mese inizia o prosegue il ciclo di coltivazione di molti ortaggi che daranno i loro frutti dalla tarda primavera fino all’autunno. In questo periodo la temperatura si assesta su valori medi, anche se possono esserci ancora giorni con tempo instabile e ritorni di freddo che possono portare, qualche (seppur rara) gelata tardiva. Perciò è buona norma tenere sotto controllo la temperatura minima notturna servendosi di un termometro di minima e di massima (che segna la temperatura minima raggiunta durante la notte e quella massima raggiunta durante il giorno). Se di notte la temperatura dovesse scendere sotto i 12°C, è meglio proteggere le piante più esigenti in fatto di calore come le solanacee, le leguminose e le cucurbitacee con protezioni provvisorie (tunnel o piccole serre), da aprire durante le giornate di sole. Le piante così protette avranno una crescita più regolare e non subiranno danni da freddo. Per proteggere gli ortaggi a portamento basso dai freddi tardivi primaverili può esser molto efficace l’utilizzo dei teli di tessuto non tessuto (o velo da sposa), che ha il vantaggio di non aver bisogno di sostegni perché si distende direttamente sulle piante coltivate, basta fissarlo ai bordi delle aiuole con dei sassi o sei sacchetti riempiti di sabbia. In alcuni casi come le lattughe, si può lasciare sulla coltura anche fino al raccolto, dato che è molto leggero e lascia passare sia la luce che l’acqua. In questo mese si possono seminare: bietola da coste e da taglio, carota, cipolla colorata, cicoria e lattuga da taglio, prezzemolo, ravanello e rucola. Dalla... leggi tutto

Lavori di Marzo: è l’inizio del risveglio

NELL’ORTO A marzo inizia il risveglio primaverile, il periodo invernale è ormai al termine e quello primaverile è già alle porte. In questo mese le ore di luce giornaliera aumentano decisamente, la temperatura si fa più mite e quasi tutte le piante riprendono a vegetare. Nell’aria si avverte il profumo delle prime fioriture. Tutto questo fa risvegliare in noi la voglia di scaricare le energie trattenute durante l’inverno, e non vediamo l’ora di darci da fare nell’orto con semine e trapianti. Bisogna comunque non lasciarsi prendere troppo dall’entusiasmo, seminando e trapiantando troppo presto perché, a causa di qualche gelata tardiva, potremmo rischiare di vedere compromessa la riuscita di alcune colture. Nell’orto, in questo periodo, si può iniziare a sistemare le aiuole che sono già state vangate e letamate nel mese scorso, si può preparare il terreno per le semine sminuzzando le zolle con una zappa e affinando il terreno con un rastrello. A lavoro finito, nell’attesa delle prime semine, potete proteggere temporaneamente il terreno lavorato da eventuali piogge prolungate con dei teli plastici che toglierete appena cessa il mal tempo. Salvo qualche eccezione, è consigliabile eseguire i trapianti e le semine sempre a file, così potrete individuare più facilmente le plantule appena saranno germinate e avrete facilitati i successivi lavori di sarchiatura, di diradamento e di diserbo manuale o meccanico, lavorando tra le file delle piante coltivate. Se la temperatura lo permette potete seminare in pieno campo per tutto il mese: bietola, carota, cipolla bianca e colorata, lattuga, pisello, ravanello, spinacio, prezzemolo e rucola. In semenzaio protetto o in serra: melanzane, peperoni e pomodori; ricordate però che queste solanacee... leggi tutto

Lavori di Febbraio: le piante si preparano al prossimo risveglio

NELL’ORTO Il mese di febbraio segna la fine del periodo di riposo per il mondo vegetale, la temperatura è sempre meno rigida e aumentano le ore di luce giornaliere. Tutto questo non deve trarre in inganno perché questo mese può ancora riservare delle sgradite sorprese a chi si lascia prendere troppo in fretta dalla frenesia di iniziare le prime semine nell’orto. Infatti, in questo periodo possono facilmente verificarsi giornate piovose e rigide e frequenti gelate notturne, specialmente nelle zone di pianura e di montagna del centro-nord Italia. A febbraio comunque, inizia l’attività nell’orto famigliare che consiste prevalentemente nella concimazione e nella preparazione del terreno. Se l’andamento stagionale lo consente potete procedere alla letamazione, spandendo in modo uniforme del letame molto maturo o meglio del compost. Per distribuire il letame sul terreno potete usare un forcone a denti piatti oppure un badile se si tratta di compost. Successivamente potete iniziare a vangare la terra delle aiuole destinate alle prime semine. Per la vangatura usate l’attrezzo che meglio si adatta alla struttura del vostro terreno; se avete un terreno pesante può andar bene la vanga a cuore, se è sciolto va bene la vanga rettangolare, se nella peggiore delle ipotesi avete un terreno particolarmente compatto e sassoso può essere molto utile il forcone a denti piatti con l’utilizzo del quale si fa meno fatica nel rivoltare il terreno e si evita di danneggiare i lombrichi, “anellidi” molto utili alla fertilità del suolo perchè trasformano la sostanza organica e arieggiano lo strato fertile del terreno. Per affinare lo strato superficiale del suolo potete adoperare la zappa a triangolo con due lati taglienti,... leggi tutto

Lavori di Gennaio: le piante sono a riposo

NELL’ORTO Il primo mese del calendario, generalmente è anche quello più freddo. A gennaio infatti le attività agricole sono praticamente ferme perché la temperatura molto rigida e le condizioni del tempo sono sfavorevoli a qualsiasi lavoro all’aperto. In particolare nelle zone più fredde del centro-nord è impossibile svolgere qualsiasi attività. Il terreno può essere gelato o coperto di neve e le temperature possono raggiungere facilmente le punte minime permanendo sovente sotto lo zero anche durante il giorno. Anche in questo periodo, nelle belle giornate di sole, bisogna effettuare l’arieggiamento giornaliero delle colture protette (serre e tunnel). È sufficiente lasciare le coperture aperte per 30-60 minuti, nelle ore più calde della giornata, per evitare un’eccessiva umidità, dovuta alla condensa che si forma sulla superficie interna dei teli plastici. Fenomeno particolarmente dannoso per le colture protette, perché favorisce facilmente attacchi di malattie fungine agli ortaggi. L’arieggiamento giornaliero delle protezioni serve anche per controllare che la temperatura interna non raggiunga livelli troppo alti a causa del riscaldamento solare. Cosa che può verificarsi facilmente anche d’inverno, in una serra lasciata chiusa tutto il giorno. Per prevenire e combattere le malattie crittogamiche che potrebbero attaccare gli ortaggi ancora presenti in coltura protetta, è opportuno trattare ogni 15-20 giorni, con Propogem (1 ml per litro d’acqua) e con Equiseto (10 ml per litro d’acqua). Solo se il tempo lo consente e nelle zone a clima mite, si può iniziare a distribuire il letame o il compost in superficie. Nelle zone fredde del centro-nord è preferibile rimandare quest’operazione a febbraio. Approfittando di questo periodo di forzato riposo, potete dedicarvi a fare un bilancio della stagione trascorsa... leggi tutto

Il topinambur

Il topinambur (o topinambour, dal francese), (Helianthus tuberosum), congenere del girasole coltivato e appartenente alla stessa famiglia delle Composite, è una pianta di origine sudamericana naturalizzata da noi fin dall’inizio del 1600, infatti fu introdotta in Inghilterra nel 1916 e si diffuse rapidamente in tutto il resto dell’Europa. In Italia veniva coltivata per i suoi tuberi fino a qualche decennio fa in molte zone del centro-nord, poi cadde in disuso soppiantata dalla più comune patata. Negli ultimi anni il topinambur è stato riscoperto nel consumo alimentare e dai ristoranti come ingrediente di primi piatti, come originale secondo o come contorno, viene coltivato specialmente nell’agricoltura biologica. E’ una pianta molto rustica che cresce bene anche in terreni poveri, poco adatti alla coltivazione di altri ortaggi. Dato che sopporta molto bene la mancanza di acqua viene coltivato anche nei terreni aridi di montagna, inoltre cresce bene anche nelle zone ombrose del sottobosco. I suoi rizomi possono restare interrati per tutto l’inverno senza subire alcun danno e possono rimanere in sede per diversi anni, la parte aerea secca nell’autunno inoltrato e in primavera rispuntano nuovi germogli. Spesso si naturalizza e cresce spontaneo nelle zone incolte, se non controllato può diventare infestante. Viene coltivato come pianta foraggiera o come ortaggio. Sia i rizomi tuberosi sotterranei sia le parti verdi, facili da immagazzinare, vengono ulilizzati per l’alimentazione del bestiame. Come ortaggio vengono utilizzati solo i rizomi. Esistono delle cultivar selezionate per la coltivazione nell’orto che si dividono in due gruppi: quelle a rizomi rossastri, di forma più regolare, ad alto reddito e quelle con rizomi bianchi, irregolari, con minor rendimento ma di gusto più... leggi tutto

Il cavolfiore

Il cavolfiore (brassica oleracea var. botritis, subvar. cauliflora) appartenente alla famiglia delle Crucifere, è uno degli ortaggi più importanti di questa specie. Anche se in natura è una pianta biennale, nella coltivazione diventa annuale. La storia del suo impiego nell’alimentazione è molto lunga e arriva agli albori dell’antichità. Si suppone che la sua terra d’origine sia l’Asia Minore o l’isola di Cipro, anche se da alcuni nomi con cui viene definito (“Karnazit” o ” Conopida”) che ricordano la lingua turca, fanno propendere più per l’Asia Minore. Le zone dove fu coltivato più anticamente sono Cipro, Creta e l’Egitto, zone da cui si diffuse, verso il XVI secolo, prima in Italia e poi nel resto dell’Europa. Attualmente il cavolfiore è consumato soprattutto nell’Europa occidentale e centrale ma la sua coltivazione e in fase di espansione in tutto il resto del mondo. Le cultivar più diffuse sono quelle occidentali, ma anche quelle italiane sono ricercate per la loro capacità di tollerare temperature più elevate. Tra le varietà principali di cavolfiore sono da segnalare, fra quelli a raccolta precoce: il “Master”, il “Palla di neve”, il “Corella” e il precoce di Toscana (ottobrino); fra i medio tardivi: l’Igloo, il Napoletano Gennarese, Marzatico e Apriliatico, il Violetto di Sicilia. Il cavolfiore ama temperature caldo-temperate ma alcune varietà si adattano bene anchea temperature piuttosto fredde, cresce bene in quasi tutti i tipi di terreni ma preferisce quelli di medio impasto, profondi, freschi e ben drenati con una buona quantità di sostanza organica. La concimazione, per questa coltura, si effettua prima della lavorazione del terreno e si può integrare prima del trapianto con un ulteriore... leggi tutto